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Befana 2017 con freddo e neve al Sud: queste le possibili evoluzioni


Lungo Termine

01 gennaio 2017

Filippo Tuzio

Il 2017 è appena iniziato e, nel rinnovare gli auguri a tutti i nostri lettori e a chi usufruisce giornalmente dei nostri servizi, ecco subito uno scenario invernale che potrebbe rivelarsi anche piuttosto crudo secondo le ultime proiezioni meteorologiche. L'annuncio da fare è che nel periodo immediatamente antecedente la Befana (il 6 di Gennaio), una massa d'aria fredda si sposterà verso il Mediterraneo per colpire prima di tutto i Balcani e poi la nostra penisola.

Andiamo, però, con ordine. Le seguenti righe sono poco utili a chi è meteoappassionato e sa già in che modo interpretare ed analizzare i modelli matematici. Per chi invece legge questo articolo senza avere le competenze precedentemente descritte, c'è da dire che le previsioni meteo vengono emanate a seconda di una serie di modelli matematici che, interpretando dai reali, compongono la loro previsione. Tali modelli si aggiornano ogni giorno, alcuni ogni 12 ed altri addirittura ogni 6 ore e questo comporta che, quanto sia più lontano l'evento da prevedere, tanto più sarà differente un aggiornamento dall'altro.

Questa premessa ci permette di spiegare come, per quanto riguarda l'irruzione fredda di cui parliamo in questo articolo, sia difficile entrare già nei dettagli di una previsione che possa annunciare neve in particolare zone del Sud Italia. Ciò che ci limiteremo a dire è, quindi, che l'Europa sarà terra di conquista di due figure: un anticiclone a ovest (Spagna, Francia, Gran Bretagna e Scandinavia) e una depressione artica che, partendo da Nord, verrà accompagnata verso il Mediterraneo dalla spinta dell'Alta Pressione.

La direzione di questa depressione è senza dubbio la Grecia e l'Italia e, altrettanto senza dubbio, il freddo investirà in pieno la nostra penisola con valori molto negativi. Tuttavia è ancora difficile inquadrare quanto questa configurazione possa essere produttiva in termini di precipitazioni. I motivi sono da ricercare nel posizionamento della Bassa Pressione che attualmente non è definita e nella specifica direzione del nocciolo gelido che, se dovesse colpirci in maniera diretta con temperature e geopotenziali molto bassi, porterebbe ovviamente più instabilità e precipitazioni consistenti.

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